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Il mestiere di vivere

di Cesare Pavese

Descrizione

Se Il mestiere di vivere raccoglie istante per istante i suoi pensieri dal 1935 al 1950, a pochi giorni dalla morte, Il taccuino, una ventina di fogli redatti tra il 1942 e il 1943, in uno dei periodi più tormentati dell'esistenza di Pavese, è stato a lungo archiviato come testimonianza di un momento di debolezza per le annotazioni politiche che hanno acceso il dibattito sulla sua presunta vicinanza al fascismo. Ma è solo dalla lettura di queste carte, restituite ai lettori per la prima volta insieme, che può emergere la complessità della figura intellettuale e umana di uno dei più grandi autori italiani del Novecento.

Leggilo perché..

In queste pagine, che sono insieme giornale della sua vita ed esame di coscienza, Cesare Pavese racconta se stesso allo specchio e ci consegna un manifesto di poetica che attraverso la lente della letteratura fotografa l'uomo e lo scrittore.

Curiosità

Il diario inizia con la sezione "Secretum professionale - Ott.- dic. 1935 e febbr. 1936, a Brancaleone" e si rifà al Secretum di Petrarca, che l'autore aretino iniziò nel 1342, strutturandolo sotto forma di dialogo tra il poeta e Sant'Agostino alla presenza di una donna che simboleggia la Verità.