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Nostra madre Renata Fonte

di Ilaria Ferramosca e Gian Marco De Francisco

Descrizione

Il 31 marzo del 2014, tre donne, Claudia, Sabrina e Viviana, camminano tra i sentieri del parco naturale di Porto Selvaggio, in Puglia. La loro non è una semplice escursione tra i boschi; al contrario, ha più il sapore di una commemorazione. Lo stesso giorno di ventotto anni prima veniva uccisa con tre colpi di pistola Renata Fonte, la madre di Sabrina e Viviana, per essersi opposta allo sfruttamento edilizio di quel luogo incontaminato. All'epoca dei fatti, le due non erano che ragazzine, mentre Renata aveva appena compiuto 33 anni. La sua morte rappresenta il primo omicidio di mafia del Salento ed è anche l'unico, in Italia, ad aver fatto come vittima una donna impegnata in politica. In questo graphic novel, la vicenda umana di Renata (madre, insegnante e amministratrice pubblica) si intreccia con quella giudiziaria successiva al suo omicidio, sul quale ancora oggi permangono aspetti oscuri. Ad arricchire il volume, un'introduzione di don Luigi Ciotti, presidente di Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, e uno scritto di Gian Carlo Caselli, procuratore capo della Procura di Torino. Con contributi di Viviana e Sabrina Matrangola.

Leggilo perché..

“Storia di una vicenda di mafia e dei suoi torbidi risvolti, ma soprattutto storia del coraggio e dell’altruismo di una donna capace di sacrificare tutto, anche la vita, nell’inseguimento dei propri ideali"- così introduce il volume Gian Carlo Caselli, procuratore capo della procura di Torino.

Curiosità

Renata Fonte, madre, insegnante e Assessora alla cultura e alla pubblica istruzione nel Comune di Nardò è divenuta simbolo dell’antimafia in Puglia. Fa parte degli amministratori pubblici che hanno pagato con la vita la sola colpa di aver svolto con onestà e veri ideali il proprio ruolo.